

Matteo Maria Bonani è nato ai piedi della Piccole Dolomiti, a Valdagno, nel 1975.
Cresciuto tra boschi, rocce e torrenti non poteva che avventurarsi anche nei meandri della psiche e verso gli orizzonti ampi di alcune tradizioni contemplative ed altre indigene.
Come psicoterapeuta ha incontrato l’umana sofferenza negli spazi dei raparti ospedalieri di psichiatria, nei centri diurni psicoriabilitativi, nelle comunità alloggio, nelle residenze sanitarie assistenziali (ex manicomi) e nelle rems (ex ospedale psichiatrico giudiziario); si è così fatto l’idea che nell’ascolto della sintomatologia severa l’umanità abbia la possibilità di non mancare, come spesso purtroppo fa, la possibilità di ricordare cosa sia la vita vera.
Così alla fine di una lunga esplorazione esistenziale è arrivato alla psicanalisi, freudiana quindi, per affrontare la questione etica della libertà del soggetto.
“Sapere aude” esorta Kant raccogliendo in eredità Orazio; parte da qui per un nuovo inizio.