Il presente articolo costituisce la seconda ed ultima parte di uno studio dedicato dall’autrice alla rilettura delle Osservazioni psicoanalitiche di Sigmund Freud (Psychoanalytische Bemerkungen, 1910) sul caso clinico del presidente Schreber. Più precisamente, in funzione di pars construens, esso intende completare e condurre a termine l’argomentazione intrapresa nella prima parte (pars destruens) – apparsa nel numero precedente di questa stessa rivista –, facendo seguire alle repliche mosse alla pretesa critica di Morton Schatzman a Freud (1973) una più sistematica individuazione dei punti di forza che rendono la disamina freudiana, oltre che paradigmatica per ogni studio psicanalitico posteriore sulla paranoia, anche pressoché ineccepibile sul piano epistemologico, in virtù di un complesso di prerogative, fra cui le seguenti: 1) una cernita e un trattamento delle fonti in coerenza con la specifica natura dell’oggetto della psicanalisi: il soggetto; 2) un’indagine eziologica impostata secondo uno schema causale funzionale e moderno; 3) un evidente rigore metodologico, a partire dalla considerazione delle varie vie percorribili e dei limiti come dei vantaggi che ciascuna di esse può presentare, sino alla scelta di quella più idonea allo specifico caso in esame; 4) una giusta focalizzazione, in seno a un mare magnum di dati, di quelli più versatili per un proficuo avvio dello studio, identificati, nella fattispecie, nei sogni di Schreber, quali «via regia» per accedere all’inconscio; 5) un andamento prevalentemente euristico del discorso, che procede per quesiti cogenti e ipotesi, ora accolte, ora scartate; 6) una perfetta e costante relazione di coerenza e congruità fra la teoria da un lato e il complesso dei dati empirici disponibili dall’altro. Infine, muovendo dalle delucidazioni che, a stringente confutazione di taluni gravi fraintendimenti del testo freudiano intervenuti in passato, sono state di recente autorevolmente apportate sulle Bemerkungen – vedasi Franco Baldini, Metapsychologica, 2019/1 –, il presente articolo suggerisce un dibattito su qualche ipotesi ulteriore.

