Il presente saggio prende avvio dalla constatazione della difficoltà di modellizzazione integrale del fenomeno della fame, difficoltà consistente nell’impossibilità di passare con continuità dall’aspetto somatico a quello psichico e viceversa. La ragione di questa difficoltà è rinvenuta nel fatto che essa coinvolge alcuni importanti problemi di ordine epistemologico quali il rapporto tra riduzione e naturalizzazione, il rapporto tra oggettività e ontologia, la relazione tra differenti oggettività e la costituzione delle oggettività stesse. Si considera quindi che il modello metapsicologico freudiano – di cui si espongono le linee epistemologiche fondamentali – sia cruciale per realizzare una sutura tra il somatico e lo psichico. Per quanto riguarda specificamente il fenomeno della fame, si mostra come un recupero della nozione freudiana di «pulsioni di autoconservazione» sia decisivo per una sua modellizzazione soddisfacente tanto dal punto di vista teorico quanto da quello clinico.

