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Sviluppo psicosessuale e origini delle nevrosi in Freud Non esiste solo la sessualità

Sviluppo psicosessuale e origini delle nevrosi in Freud
Non esiste solo la sessualità

MetaLog – il blog della SPF

di Matteo Colzani

Quando un intero popolo abbandonava le sue sedi per cercarne di nuove, com’è accaduto sovente in epoche remote della storia umana, certamente non giungeva nel nuovo paese nella sua totalità. A prescindere da altre perdite, succedeva certo continuamente che piccoli gruppi o bande di migranti si fermassero lungo il cammino e si stanziassero in queste località intermedie mentre il grosso proseguiva.

Freud, S., “Introduzione alla Psicoanalisi”, p. 496, Bollati Boringhieri, 1915.

Introduzione

In questo articolo tratterò sinteticamente e, spero, nel modo più esaustivo possibile i fenomeni della fissazione, della regressione e del conflitto psichico; come essi siano relazionati allo sviluppo psicosessuale dell’individuo e per quali ragioni il loro rapporto è rilevante per comprendere la nascita delle nevrosi. 

Ritengo sia importante far luce su questi meccanismi, spesso dimenticati, per introdurre un argomento molto complesso quale appunto la genesi dei sintomi nevrotici. 

Nello specifico, traggo spunto dalla lezione numero 22 dell’opera “Introduzione alla Psicanalisi” di Freud per riassumere qui di seguito i concetti fondamentali dell’argomento.

Per comprendere al meglio l’origine delle nevrosi è necessario considerare che lo sviluppo psicosessuale dell’individuo ha un percorso a stadi e che, nel migliore dei casi, la progressione di questi stadi porta ad una maturità sessuale e ad una relazione “di un certo tipo” con il mondo esterno.

In altre parole è possibile sostenere che lo sviluppo psicosessuale influenza il modo in cui l’essere umano si relaziona con gli altri individui e con la realtà. 

Ma cosa succede se qualcosa “va storto”? Un passaggio da uno stadio all’altro – non correttamente avvenuto – può generare nell’individuo le nevrosi. (1)

Sviluppo psicosessuale e origini delle nevrosi in Freud Non esiste solo la sessualità

La metafora del popolo in cammino

Utilizziamo l’esempio fornitoci da Freud nel quale relaziona metaforicamente lo sviluppo psicosessuale alla migrazione di un popolo e descrive tale sviluppo paragonandolo ad un popolo in movimento che lascia dietro sé gruppi di persone (più o meno rilevanti) nelle tappe della sua migrazione, con l’effetto di indebolire il popolo stesso che procede.

Con questa espressione Freud intende dire che durante il corso della vita si presentano all’individuo (nella realtà esterna, o nella sua mente), tantissimi oggetti, persone, immagini e rappresentazioni. Molti di questi fenomeni rimangono accidentali, altri invece rimangono presenti (consciamente, o spesso inconsciamente) e, a questi ultimi, le nostre pulsioni possono legarsi fortemente.

 

Il fenomeno della fissazione

Molti episodi, in particolare quelli vissuti in età infantile (ma non solo) hanno la potenzialità di lasciare un segno nella mente a prescindere dal fatto che la persona ne sia consapevole o meno.

Il nevrotico, ma più in generale ogni essere umano, rimane legato a modi di godimento che ha vissuto nell’età infantile dai quali, solo con grande difficoltà, riesce a staccarsene. 

In termini psicanalitici diciamo: le pulsioni possono ancorarsi, o più precisamente, fissarsi a questi oggetti. 

Questo fenomeno si chiama fissazione ed è Il primo fattore individuato come principale ostacolo dello sviluppo psicosessuale. 

Le motivazioni per le quali le pulsioni si ancorano ad alcuni oggetti sono diverse. Le fissazioni sono il risultato di esperienze di vita, dinamiche psicologiche e processi inconsci che influenzano il comportamento e le preferenze sessuali.

Per comprendere meglio in cosa consista questo fenomeno cito le parole di Laplanche e Pontalis proposte all’interno della “Enciclopedia della psicanalisi” nella quale, la fissazione, viene definita come espressione del legame molto forte che avviene tra libido e immagini, esperienze o persone.

 

Il fenomeno della regressione

Il secondo fattore – legato alla nascita delle nevrosi – consiste nel fatto che anche le “porzioni di libido” che hanno proseguito il percorso a stadi possono tornare indietro, quindi ritornare a uno degli stadi precedenti; questo moto retrogrado della libido viene chiamato regressione.

La regressione, seguendo l’”Enciclopedia della psicanalisi” di Laplanche e Pontalis, consiste in un ritorno da un punto già raggiunto a un punto precedente ad esso.

Seguendo le parole degli autori: 

[…] lo schizofrenico, si dice talvolta, ridiventerebbe un lattante, il catatonico ritornerebbe allo stato fetale.

Laplanche, J., Pontalis, B. “Enciclopedia della psicanalisi”, p. 500, Laterza, 1974

Questo fenomeno porta l’individuo a manifestare comportamenti che ha già vissuto in epoca infantile come ad esempio: mostrare attaccamento eccessivo a persone o oggetti, oppure manifestare comportamenti di indipendenza. 

Fissazione e regressione (2) sono due fenomeni “accoppiati” e quindi mantengono una relazione di dipendenza. 

Fissazione e regressione sono come due ostacoli che indeboliscono le pulsioni.

Nella misura in cui la fissazione va intesa come una trascrizione, la regressione può essere interpretata come una riattivazione di ciò che fu trascritto.

Laplanche, J., Pontalis, B. “Enciclopedia della psicanalisi”, p. 500, Laterza, 1974

 

L’ancella delle nevrosi: la frustrazione

Ad integrare il quadro delle nevrosi, osservando le analisi dei pazienti, si può evincere che l’elemento ad accompagnare sempre la nevrosi è la frustrazione. 

La frustrazione è definita come condizione del soggetto che si vede rifiutare o rifiuta a se stesso il soddisfacimento di una domanda pulsionale. (3)

L’organismo per difendersi dalla frustrazione cerca altre vie e delle pulsioni sessuali orientandosi verso qualcosa di più facilmente raggiungibile. I bisogni sessuali possono sostituirsi l’uno con l’altro; l’uno può assumere su di sé l’intensità dell’altro. Se il soddisfacimento di uno viene frustrato dalla realtà, il soddisfacimento di un altro può offrire piena compensazione. 

La difesa messa in atto contro la frustrazione, consiste nel fatto che la tendenza sessuale potrebbe abbandonare la sua meta rivolta al piacere parziale (riproduttivo, genitale) e ne accetterebbe un’altra che Freud definisce sociale (non più sessuale, ma sociale). Questo processo di spostamento viene definito sublimazione. 

 

L’”arma” contro la frustrazione: la sublimazione

La sublimazione è libido de-sessualizzata messa al servizio della società. Sublimare (4) significa spostare la libido su oggetti socialmente accettabili. Il nevrotico è impossibilitato a desessualizzare la libido, in quanto è impossibile sublimare qualcosa che è stato rimosso. 

Le nevrosi quindi traggono origine sia dalla fissazione della libido sia dalla pressione della frustrazione. La fissazione libidica è l’elemento predisponente, interno, e la frustrazione quello accidentale, esterno.

Ma non bisogna cadere nell’errore di considerare la nevrosi come un processo automatico:  se una persona è frustrata non diventa automaticamente nevrotica. Sono presenti quelle che Freud definisce serie complementari, ovvero concatenazioni di fatti che portano alla nevrosi.

 

Il conflitto psichico

Per concludere il quadro riguardo alla nascita delle nevrosi è presente un terzo fattore definito con il nome di conflitto psichico. 

Esso può essere considerato come uno sdoppiamento della personalità in una parte che persegue certi desideri e un’altra che vi si oppone e li respinge. 

Per comprendere meglio cosa sia il conflitto psichico cito un frammento dell’opera “Studi sull’Isteria”. In particolare il caso di Elisabeth Von R., giovane donna sofferente di forti dolori alle gambe, la quale ha dedicato la gioventù a prendersi cura del padre malato rinunciando ad avere relazioni amorose con i coetanei. 

Solo in un’occasione si lasciò andare trascorrendo del tempo all’aperto, con un ragazzo per il quale provava affetto, ma al ritorno a casa e alla vista del padre in pessime condizioni si pentì amaramente di essersi concessa dello svago. 

In riferimento a questo episodio e durante la ricerca sulle origini dei primi dolori Freud annota:

Il contrasto tra la beatitudine a cui allora si era abbandonata e alla miseria del padre, ritrovata a casa, costituiva un conflitto, un caso d’incompatibilità. Il risultato del conflitto fu che la rappresentazione erotica venne rimossa dall’associazione, e l’affetto ad essa collegato venne impiegato per esaltare o ravvivare un dolore somatico che si era prodotto contemporaneamente (o poco prima).

Freud, S. “Studi sull’Isteria”, p. 300, Bollati Boringhieri

Ogni individuo vive dei conflitti interni che devono essere affrontati, ma affinché essi diventino patogeni devono verificarsi le condizioni sopracitate (fissazione, regressione e conflitto psichico).

 

Per approfondire: non esistono solo le pulsioni sessuali

Secondo voi qual’è il ruolo delle pulsioni di autoconservazione nello sviluppo psicosessuale della persona? Se hanno un ruolo, come si relazionano con l’insorgenza delle nevrosi?

Accademici e profani asseriscono che Freud abbia basato le sue teorie interamente sulla sfera sessuale (o sulle pulsioni sessuali), ma è un errore in quanto le pulsioni di autoconservazione hanno un ruolo importantissimo nella formulazione della sua teoria eziologica.

Avviandoci verso la conclusione dell’articolo è utile accennare alla rilevanza delle pulsioni non sessuali (o pulsioni dell’Io, di autoconservazione); in quanto quest’ultime rappresentano l’altro polo del conflitto psichico.

 Immagina una persona che si trova in una situazione in cui desidera fortemente avere una relazione sessuale con qualcuno, ma questa relazione comporta dei rischi per la sua salute o per il suo benessere (ad esempio, un’infezione sessualmente trasmissibile o una relazione con qualcuno che potrebbe metterla in una situazione di pericolo). In questo caso, le pulsioni di autoconservazione entrano in conflitto con le pulsioni sessuali.

Secondo Freud, in una situazione simile, la persona potrebbe sentirsi divisa tra il desiderio di soddisfare la propria pulsione sessuale, che spinge verso l’unione con l’altro individuo, e la pulsione di autoconservazione, che invece la spinge a evitare il rischio e a proteggere se stessa. 

Il motivo è il seguente: le nevrosi sono state generate da porzioni di libido che rimangono ancorate ad alcuni oggetti risalenti all’età infantile (fissazione). 

Ma gli oggetti risalenti all’età infantile, ai quali l’energia sessuale si è ancorata, in origine coincidono con gli stessi oggetti ai quali le pulsioni di autoconservazione si rivolgevano.  

La teoria dell’appoggio di Freud spiega proprio che le pulsioni sessuali, in origine, si appoggiano sui meccanismi fisiologici. (5)

In conclusione cito Freud:

Signori, tante e tante volte, allorché la psicoanalisi ha preteso che un certo accadimento psichico fosse un esito delle pulsioni sessuali, le si è fatto osservare, con un atteggiamento di irritata difesa, che l’uomo non è fatto solo di sessualità, che nella vita psichica vi sono anche altre pulsioni e interessi oltre a quelli sessuali, che non “tutto” può esser fatto derivare dalla sessualità e così via. Orbene, fa veramente piacere trovarsi una volta tanto d’accordo con i propri avversari. La psicoanalisi non ha mai dimenticato che esistono anche forze pulsionali non sessuali, si è fondata sulla netta distinzione tra le pulsioni sessuali e quelle dell’Io e ha affermato, prima di ogni opposizione, non già che le nevrosi provengono dalla sessualità, bensì che debbono la loro origine al conflitto tra l’Io e la sessualità. Inoltre, non si può immaginare alcun motivo per cui la psicoanalisi contesterebbe l’esistenza o l’importanza delle pulsioni dell’Io solo perché cerca di portare in luce la funzione delle pulsioni sessuali nella malattia e nella vita. Semplicemente, ha avuto la ventura di occuparsi in prima linea delle pulsioni sessuali perché queste, attraverso le nevrosi di traslazione, sono diventate le più accessibili alla comprensione e perché le è spettato il compito di studiare ciò che altri avevano trascurato. Non corrisponde nemmeno a verità che la psicoanalisi non si sia curata affatto della componente non sessuale della personalità. Proprio la distinzione tra l’Io e la sessualità ci ha fatto riconoscere con particolare chiarezza che anche le pulsioni dell’Io sono protagoniste di un importante processo di sviluppo, il quale né è del tutto indipendente dalla libido né si effettua senza incidere a sua volta su di essa.

Freud, S. “Introduzione alla Psicanalisi”, p. 506, Bollati Boringhieri

Sviluppo psicosessuale e origini delle nevrosi in Freud Non esiste solo la sessualità

Note

(1) Certamente, la nascita di una patologia nevrotica è dovuta anche da altri fattori, ad esempio la predisposizione genetica e il contesto in cui l’individuo cresce.

(2) Il fenomeno della regressione non deve essere confuso con la rimozione. Entrambe consistono in un movimento retrogrado (quindi a stadi precedenti), ma non sono la stessa cosa. Sono fenomeni relazionati nel senso che la regressione della libido dà luogo a nevrosi solo se è presente una rimozione ed è quest’ultima che rende impossibile il godimento all’individuo. Qualora si verificasse una regressione della libido senza rimozione non osserveremmo una nevrosi, bensì una perversione. Quindi nella nevrosi abbiamo una regressione della libido con uno, o più elementi rimossi, mentre nella perversione abbiamo una regressione della libido con uno, o più elementi, promossi.

(3) Questo fenomeno è definito come vischiosità della libido: ovvero la capacità che possiede l’energia sessuale di fissarsi su un oggetto piuttosto che un altro. 

(4) Non tutti sono in grado di sublimare allo stesso modo in virtù del fatto che è presente un limite all’importo di libido insoddisfatta che gli uomini possono sostenere.

(5) A questo proposito consiglio di leggere il saggio scritto da Pamela Cagna, pubblicato nel 2023 sulla rivista scientifica Metapsychologica – Rivista di psicanalisi freudiana: “L’attività psichica del vivente in una prospettiva metapsicologica: uno studio dei casi di Dick e Robert”.  Nell’articolo viene messo in luce il fatto che per comprendere, fino in fondo, quali siano i processi che portano all’insorgenza delle nevrosi è importante non escludere le pulsioni di autoconservazione in quanto è grazie ad esse che, le pulsioni sessuali, trovano in origine i loro oggetti. 

Bibliografia

Cagna, P. 2023. “L’attività psichica del vivente in una prospettiva metapsicologica: uno studio dei casi di Dick e Robert”, Mimesis

Laplanche, J., Pontalis, B. (1974),”Enciclopedia della Psicanalisi”, Laterza

Freud, S. (1895), Opere Vol 1, “Studi sull’Isteria”, Bollati Boringhieri

Freud, S. (1932), Opere Vol 8, “Introduzione alla Psicanalisi”, Bollati Boringhieri

Sull’autore

matteo Colzani

Matteo Colzani

Ricercatore associato (SPF)


Matteo Colzani è nato nel 1993 a Milano. Vive e lavora nella medesima città.
Nel 2016 ha ottenuto la laurea triennale in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e nel 2018 si è specializzato in Gestione del Lavoro e delle Risorse Umane.
Da gennaio 2022 è membro della Scuola di Psicanalisi Freudiana.
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