

Recapiti
Milano

Maria Vittoria Ceschi è nata a Verona nel 1991, vive e lavora a Milano come psicanalista ed imprenditrice.
Nel 2014 ottiene la laurea triennale in Economia per Arte, Cultura e Comunicazioni presso l’Università L.Bocconi e due anni dopo il master in Discipline Economiche e Sociali sempre presso la stessa università. A ciò affianca varie esperienze di studio e lavoro all’estero.
Socia della Scuola di Psicanalisi Freudiana dal 2015 e Vice Presidente dal 2020, è interessata ai fondamenti naturalistici e razionalistici della psicanalisi intesa come scienza della natura.
In special modo si è occupata di investigare le corrispondenze tra neurobiologia e psicanalisi con particolare riguardo al fenomeno del sogno, alla possibilità di formalizzazione matematica e alle questioni logico-epistemologiche del metodo d’indagine freudiano.
Ultimo, ma non meno importante, è il suo attuale impegno in un programma di ricerca che esplora le intersezioni tra economia e psicologia attraverso la lente metapsicologica. Questo programma ampio e interdisciplinare – significativamente chiamato Metaeconomica – si propone di integrare i punti di vista (topico, dinamico ed economico) e le concettualità (una fra tutti, quella di “pulsione”) psicanalitici all’interno del discorso economico.
È inoltre responsabile dei progetti speciali e della strategia e delle attività digitali della Scuola e fa parte della direzione scientifica e della redazione di Metapsychologica.
Ama la montagna e gli sport di montagna, le arti visive e viaggiare in posti inusuali.
Pubblicazioni:
– La validità epistemica del metodo di indagine freudiano: il caso del sogno, Metapsychologica – Rivista di psicanalisi freudiana, no.1 (2019), pp.111-129 clicca qui
– Riflessioni epistemologiche su alcuni aspetti del metodo freudiano, Metapsychologica – Rivista di psicanalisi freudiana, no.1 (2020), pp. 39-72 clicca qui
– I limiti metodologici e teorici della ricerca contemporanea in psicoterapia, Metapsychologica – Rivista di psicanalisi freudiana, no.1 (2021), pp. 43-62 clicca qui
– (con F. Baldini e E. Meroni) Some considerations on the formal structure of freudian metapsychology, Metapsychologica – Rivista di psicanalisi freudiana, no.1 (2022), pp. 165-186 clicca qui
– Per una naturalizzazione del concetto di aspettativa in economia a partire dal(la) fine: J. M. Keynes e S. Freud, Metapsychologica – Rivista di psicanalisi freudiana, no.1 (2024), pp. 91-132. clicca qui
– Dal padre come strumento di asservimento al padre come strumento di emancipazione. Un’analisi de Il tabù della verginità di Freud, Metapsychologica – Rivista di psicanalisi freudiana, no.1 (2025), pp. 141-157. clicca qui
Nel corso della lezione si esplora il concetto di aspettativa in economia attraverso un approccio di naturalizzazione, basandosi principalmente sul pensiero di John Maynard Keynes e di Sigmund Freud. Si contrappone l’impalcatura teorica dell’ipotesi delle aspettative razionali (e dei loro sviluppi) ai concetti keynesiani di convenzioni e animal spirits, sottolineando il ruolo dell’incertezza e delle finalità o motivi nel comportamento economico. Si mostra quindi dapprima il fondamento biologico attraverso la teoria dei sistemi anticipatori e successivamente il fondamento pulsionale, attraverso la metapsicologia. Si argomenta come l’evoluzione delle aspettative sia determinata dal rapporto differente che esse intrattengono con il fine pulsionale, inteso come insieme di oggetto e meta (soddisfacimento). La comprensione naturalizzata delle aspettative, ne permette una formulazione inserita in una teoria del vivente: complessa e creativa.
In questa lezione intitolata “Metapsicologia della Probabilità. Probabilità e rapporto con Realtà [Realität] e Giudizio [Urteil]” , Maria Vittoria Ceschi esplora il rapporto tra probabilità e metapsicologia mettendo a fuoco una funzione dell’Io trascurata: quella della scelta, connessa alla libertà e alla sua salute. In questo quadro, la probabilità è trattata in tutta la sua ricchezza e complessità, come dispositivo analitico e conoscitivo che collega il soggetto con l’oggetto — o, nel lessico freudiano, la realtà psichica [psychische Realität] con la realtà esterna [externe Realität] — attraverso la funzione del Giudizio [Urteilsfunktion]. La trattazione si articola in tre parti. Nella prima si ripercorre la storia del pensiero del concetto di probabilità attraverso un’analisi delle principali scuole — oggettivista (classica, frequentista, propensionista), soggettivista, logica e assiomatica — e si ricostruisce, a partire dalle relative definizioni, il diverso ruolo attribuito alla externe e alla psychische Realität. Nella seconda parte si distinguono tre scenari analitici — «quasi» certezza, rischio e incertezza — e si esamina come ciascuno impatti sulla funzione del Giudizio, con un focus particolare sullo scenario dell’incertezza, approfondendo l’impostazione keynesiana. La terza parte si concentra sull’incertezza, proposta come situazione «simmetrica»; qui si analizzano i modi in cui tale simmetria può rompersi nella psychische Realität. Si espliciteranno quindi le situazioni di scelta libera nonché quelle dove si possono riconoscere configurazioni cliniche specifiche. La prima lezione si focalizzerà sulle prime due parti.
Questo lavoro esplora il rapporto tra probabilità e metapsicologia mettendo a fuoco una funzione dell’Io trascurata: quella della scelta, connessa alla libertà e alla sua salute. In questo quadro, la probabilità è trattata in tutta la sua ricchezza e complessità, come dispositivo analitico e conoscitivo che collega il soggetto con l’oggetto — o, nel lessico freudiano, la realtà psichica [psychische Realität] con la realtà esterna [externe Realität] — attraverso la funzione del Giudizio [Urteilsfunktion]. In questa seconda lezione dedicata al tema, Maria Vittoria Ceschi approfondisce la situazione di incertezza, facendo riferimento in particolare al pensiero di J.M. Keynes con la sua teoria della probabilità. A partire da questa prospettiva, si propone una lettura dell’incertezza in termini di stato simmetrico. Si esplorano quindi le modalità di rottura di simmetria come momenti di scelta (o decisione). Questa elaborazione costituirà il ponte con la metapsicologia che aiuterà ad arricchire la nozione di giudizio ragionevole. In chiusura si sviluppano alcune considerazioni sulla funzione del Giudizio tra intelligenza cosiddetta naturale e cosiddetta intelligenza artificiale.
Lo scopo del seminario è presentare come la ricerca in psicoterapia sia viziata da errori metodologici e teorici che hanno a che fare sia con un’errata concezione del momento clinico inteso sulla falsariga delle scienze medico-farmacologiche, sia con il fine stesso del trattamento psicologico, ossia un fine sanitario. Si dimostrerà come il momento clinico in psicoterapia, a differenza della medicina o della farmacologia dove viene considerato la parte conclusiva del processo di ricerca, è un momento sperimentale indipendente, e differente rispetto a ogni altro tipo di indagine psicologica poiché rappresenta il momento dell’indagine del soggetto inteso in modo organico e completo, altrimenti non investigabile. Si vedrà come l’impostazione della ricerca medico-farmacologica standard non sia in grado di dimostrare l’efficacia del trattamento poiché non in grado di discriminare gli aspetti suggestivi dai risultati specifici del trattamento. Infine si concluderà dimostrando come l’impostazione freudiana, muovendosi all’interno di un paradigma alternativo che autonomizza la ricerca clinica ideando un protocollo sperimentale intraclinico, sia al contrario in grado di discriminare la validità teorica delle costruzioni dalla suggestione, attribuendo quindi alla pratica psicanalitica un fine conoscitivo e non sanitario. Proprio l’assunzione di un fine conoscitivo è in grado di determinare, di conseguenza, la possibilità di un’efficacia terapeutica.
We will present a few brief general considerations about metapsychology, with particular reference to the arguments put forward in Volker Hartmann Cardelle and Dietmar Dietrich’s essay in this issue of the journal. In particular we demonstrate that, in opposition to the claims of many psychoanalysts and experts, the differences between the metapsychology model and the model of the Project are substantial. These depend on the radical change in Freud’s approach to the problem of the mind. We show that a proper neurobiological reduction of metapsychology is impossible. We also show that any parallelism between computer science and metapsychology becomes inadmissible if we consider the mind only in terms of its relationship with an organic substrate. It will also be shown how, despite the fact that the link between physics and metapsychology is generally regarded as a mere analogy, the metapsychological model is actually a physical model. It is specifically physics and not for example computer science, which can provide an important aid to a better understanding and development of metapsychology. Finally, although any possible formalization of metapsychology is undoubtedly useful and desirable, we maintain that such formalism must again be translatable into natural language given that the unique character of psychology is that it contains both the instrument for and the object of investigation.
L’obiettivo della lezione è quello di fornire delle valutazioni di carattere epistemologico circa l’architettura e le ipotesi e regole logiche che sorreggono il metodo d’indagine freudiano. Per quanto riguarda l’architettura, si mette in evidenza come il metodo si ispiri alla Teoria dei sistemi, in particolare alla messa in sequenza logico temporale di due Black Boxes dalle caratteristiche specifiche. Con riferimento all’aspetto logico, si mostra come il metodo faccia uso di ipotesi e regole sofisticate e rare che sorreggono l’intera architettura, quali la Negation as Failure e la Consequentia Mirabilis. Si conclude mostrando come l’intero impianto metodologico sia di stampo falsificazionista e, specificatamente, trascendentale.
Maria Vittoria Ceschi riprende le questioni relative al metodo, dettagliate nel seminario “Sul metodo psicanalitico di controllo sperimentale delle ipotesi teoriche” specificando il perché Freud abbia optato per una configurazione siffatta e specificatamente del perché del metodo intraclinico. Vengono presentate le obiezioni più comuni alla psicanalisi con riferimento alle fasi della validazione, della generalizzazione e della formalizzazione, mostrando con solide argomentazioni come tali obiezioni siano in realtà inconsistenti. Nella seconda parte della lezione, Franco Baldini presenta un’elaborazione inedita circa le dinamiche pulsionali, mostrando come possano essere rappresentate tramite vere e proprie operazioni vettoriali.
Maria Vittoria Ceschi ci accompagna in un viaggio tra psicoanalisi freudiana, imprenditoria e ricerca della libertà. Con una formazione eclettica che spazia dall’economia alla psicanalisi, Maria Vittoria è imprenditrice, vicepresidente della Scuola di Psicanalisi Freudiana di Milano e fondatrice di una startup legata al mondo del climbing, Niva. Parliamo di come ribaltare i bias, riconoscere i limiti dei modelli esistenti e trovare il coraggio di riscriverli, che si tratti di costruire una carriera o di affrontare i nodi più profondi della mente. Al centro del suo approccio c’è la ricerca della complessità, intesa come motore per superare schemi rigidi e costruire una libertà autentica. Un dialogo prezioso che intreccia esperienza, creatività e voglia di esplorare nuovi orizzonti, con riflessioni applicabili tanto alla crescita personale quanto a quella imprenditoriale.