In questo articolo si riprenderanno da una prospettiva metapsicologica alcuni dei punti salienti di due casi clinici infantili, quelli di Dick (paziente della Klein) e di Robert (paziente della Lefort), sui quali l’autrice ha scritto un articolo presente nel volume 1/2020 di questa rivista. Sarà evidenziato il ruolo delle pulsioni di autoconservazione nella genesi di queste due patologie infantili, chiarendo che la loro importanza non è data soltanto dal legame con le funzioni somatiche necessarie per la sopravvivenza dell’individuo, ma anche dalla funzione capitale che esse ricoprono sia nella costituzione dell’Io (soggetto), sia nel rapporto con le pulsioni sessuali. Verranno spiegate le ragioni per le quali la fame e tutte le altre pulsioni dell’Io siano considerate nella teoria freudiana l’innesco dell’attività psichica del vivente. Si rifletterà altresì sul criterio per giudicare la rilevanza o meno degli elementi che emergono durante un’anamnesi e sul rapporto tra la teoria e l’osservazione clinica.

