|
Scuola di Psicanalisi Freudiana
INTRODUZIONE
La Scuola di Psicanalisi Freudiana ha sede in Milano, via S. Calocero
9, ed ha rappresentanze a Venezia, Brescia, Roma e Parigi. Essa è sorta
nel 1983 per iniziativa di un gruppo di psicanalisti e intellettuali
uniti dal comune interesse di restituire alla pratica e alla teoria
psicanalitiche la fisionomia che aveva loro originariamente impresso il
lavoro di Sigmund Freud.
LA PSICANALISI
Ciò ha significato innanzittutto ritrovare - in evidente e consapevole
controtendenza rispetto agli sviluppi postfreudiani della disciplina -
i fondamenti naturalistici e razionalistici che avevano consentito a
Freud di definirla come vera e propria scienza della natura. Il che ha
implicato essenzialmente due aspetti:
- un aspetto metodologico rispetto al quale si è trattato di
mettere in luce gli elementi prescrittivi insiti nella dimensione
empirica propria della psicanalisi, vale a dire i protocolli
logico-sperimentali che conferiscono alla pratica analitica carattere
di razionalità (giudicabilità);
- e un aspetto gnoseologico relativo alla costituzione dell'oggettività propria alla teoria psicanalitica (metapsicologia)
Ciò allo scopo di restituire alla pratica e alla teoria psicanalitiche
- contro la difformità sovente teralogica che ha caratterizzato lo
sviluppo della psicanalisi nella seconda metà del '900 - quella
dimensione di necessaria conformità (coerenza) senza la quale nessuna
scienza può dirsi tale. Nella nostra prospettiva - che è, ricordiamolo
ancora, semplicemente quella stessa di Freud - la psicanalisi non è né
una tecnica iniziatica di autorealizzazione né una poetica del
concetto, bensì una scienza al pari di tutte le altre.
LO PSICANALISTA
E se è una scienza, ha bisogno di scienziati. Questa è la prospettiva
in cui si è sviluppata la nostra riflessione sulla formazione dello
psicanalista: egli non è uno sciamano né un direttore di coscienza ma,
semplicemente, un uomo di scienza. La prima delle cose che gli
necessitano è dunque un patrimonio di conoscenze specifiche che
afferiscono al suo campo d'indagine. Ora, poichè non esiste - almeno in
Italia - alcun corso di formazione universitaria in cui vengano
insegnate insieme tutte le discipline che occorrono allo psicanalista
per essere all'altezza del suo compito, la nostra Scuola si è
trovata nella necessità di sopperire a tale coarenza. Essa -
conformemente alla tradizione inaugurata dallo stesso Freud - ammette
candidati di ogni provenienza culturale e provvede, nel corso dei cicli
d'insegnamento e di studio, ad integrare la loro formazione di base
con gli elementi di cui manca. Parallelamente richiede - per ragioni
prudenziali ampiamente giustificate nel corpus teorico della
psicanalisi - che il candidato intraprenda un'analisi personale con uno
degli analisti della Scuola a sua scelta. Infine gli impone che, nel
periodo di avvio della sua pratica come psicanalista, discuta i casi
clinici di cui ha la responsabilità con almeno uno psicanalista anziano
e di provata esperienza.
In sostanza non si tratta d'altro che di una riproposizione
particolarmente rigorosa degli aspetti meglio fondati della
tradizionale formazione psicanalitica.
PSICANALISI E PSICOTERAPIA
Quanto precede ci consente di esplicitare le ragioni per le quali la
pratica psicanalitica non può essere concepita come mera pratica
psicoterapeutica e che di conseguenza fanno sì che la psicanalisi non
rientri nell'ambito della legge n.56 sull'ordinamento della professione
di psicologo. Esse sono principalmente due:
- come Freud non si stancò mai di ripetere, al pari di ciò che
accade nella biologia, nella chimica o nella fisica, una corretta
formazione psicanalitica deve essere concepita come una formazione di
prima e non di seconda istanza. In parole povere, essa non può
configurarsi come una specializzazione medica o psicologica. Entrambe
queste formazioni infatti sono da una parte insufficenti, in quanto non
contemplano insegnamenti essenziali alla cultura dello psicanalista,
dall'altra sovrabbondanti, in quanto un buon numero degli insegnamenti
dispensati sono per lo psicanalista del tutto superflui. D'altronde,
come già ricordato, nessuno dei corsi di laurea oggi offerti dalle
università italiane soddisfa le esigenze culturali dello psicanalista.
Al contrario, noi lavoriamo affinchè la psicanalisi si sviluppi come
una disciplina scientifica autonoma, seguendo in ciò esattamente le
indicazioni id Freud.
- la
tecnica psicanalitica è sempre stata essenzialmente e prima di
ogni altra cosa un metodo di indagine, uno strumento conoscitivo. In
tutta una serie di casi, tale metodo di indagine si è rivelato essere
anche un ottimo metodo terapeutico. Ma l'effetto terapeutico in
psicanalisi risulta invariabilmente dipendente dal fatto che lo scopo
conoscitivo mantenga la sua funzione primaria. In altri termini, è vero
che se si consegue la meta conoscitiva si consegue anche quella
terapeutica, ma non è vero il contrario. Se si fa il contrario non vi è
infatti più alcun modo razionale per distinguere le pseudo-guarigioni
dovute alla suggestione da quelle effettive. Le continue messe in
guardia di Freud contro il furor sanandi e il rischio di scambiare
l'obiettivo conoscitivo con quello terapeutico testimoniano di ciò in
modo inequivocabile. Per avere la possibilità di essere raggiunta, la
meta terapeutica deve quindi rimanere secondaria. Questo impedisce di
definire il trattamento psicanalitico come mera psicoterapia, pena il
cancellarne l'aspetto essenziale e più caratterizzante, ossia quello
della ricerca scientifica che è il vero cuore pulsante della pratica
analitica.
|
|