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Conferenze a Mestre
(marzo/aprile 2009)

Nati per leggere
(dicembre 2008)


Questioni nodali della psicanalisi
Convegno a VILLA BIENER
Via Fossati 80
18017 CIPRESSA
7-8 GIUGNO 2008

Conferenze a Mestre
(maggio 2008)

Scuola di Psicanalisi Freudiana

INTRODUZIONE

La Scuola di Psicanalisi Freudiana ha sede in Milano, via S. Calocero 9, ed ha rappresentanze a Venezia, Brescia, Roma e Parigi. Essa è sorta nel 1983 per iniziativa di un gruppo di psicanalisti e intellettuali uniti dal comune interesse di restituire alla pratica e alla teoria psicanalitiche la fisionomia che aveva loro originariamente impresso il lavoro di Sigmund Freud.

LA PSICANALISI

Ciò ha significato innanzittutto ritrovare - in evidente e consapevole controtendenza rispetto agli sviluppi postfreudiani della disciplina - i fondamenti naturalistici e razionalistici che avevano consentito a Freud di definirla come vera e propria scienza della natura. Il che ha implicato essenzialmente due aspetti:

  • un aspetto metodologico rispetto al quale si è trattato di mettere in luce gli elementi prescrittivi insiti nella dimensione empirica propria della psicanalisi, vale a dire i protocolli logico-sperimentali che conferiscono alla pratica analitica carattere di razionalità (giudicabilità);
  • e un aspetto gnoseologico relativo alla costituzione dell'oggettività propria alla teoria psicanalitica (metapsicologia)

Ciò allo scopo di restituire alla pratica e alla teoria psicanalitiche - contro la difformità sovente teralogica che ha caratterizzato lo sviluppo della psicanalisi nella seconda metà del '900 - quella dimensione di necessaria conformità (coerenza) senza la quale nessuna scienza può dirsi tale. Nella nostra prospettiva - che è, ricordiamolo ancora, semplicemente quella stessa di Freud - la psicanalisi non è né una tecnica iniziatica di autorealizzazione né una poetica del concetto, bensì una scienza al pari di tutte le altre.

LO PSICANALISTA

E se è una scienza, ha bisogno di scienziati. Questa è la prospettiva in cui si è sviluppata la nostra riflessione sulla formazione dello psicanalista: egli non è uno sciamano né un direttore di coscienza ma, semplicemente, un uomo di scienza. La prima delle cose che gli necessitano è dunque un patrimonio di conoscenze specifiche che afferiscono al suo campo d'indagine. Ora, poichè non esiste - almeno in Italia - alcun corso di formazione universitaria in cui vengano insegnate insieme tutte le discipline che occorrono allo psicanalista per essere all'altezza del suo compito, la nostra  Scuola si è trovata nella necessità di sopperire a tale coarenza. Essa - conformemente alla tradizione inaugurata dallo stesso Freud - ammette candidati di ogni provenienza culturale e provvede, nel corso dei cicli d'insegnamento e di studio, ad integrare la loro formazione di base con gli elementi di cui manca. Parallelamente richiede - per ragioni prudenziali ampiamente giustificate nel corpus teorico della psicanalisi - che il candidato intraprenda un'analisi personale con uno degli analisti della Scuola a sua scelta. Infine gli impone che, nel periodo di avvio della sua pratica come psicanalista, discuta i casi clinici di cui ha la responsabilità con almeno uno psicanalista anziano e di provata esperienza.
In sostanza non si tratta d'altro che di una riproposizione particolarmente rigorosa degli aspetti meglio fondati della tradizionale formazione psicanalitica.

PSICANALISI E PSICOTERAPIA

Quanto precede ci consente di esplicitare le ragioni per le quali la pratica psicanalitica non può essere concepita come mera pratica psicoterapeutica e che di conseguenza fanno sì che la psicanalisi non rientri nell'ambito della legge n.56 sull'ordinamento della professione di psicologo. Esse sono principalmente due:

  • come Freud non si stancò mai di ripetere, al pari di ciò che accade nella biologia, nella chimica o nella fisica, una corretta formazione psicanalitica deve essere concepita come una formazione di prima e non di seconda istanza. In parole povere, essa non può configurarsi come una specializzazione medica o psicologica. Entrambe queste formazioni infatti sono da una parte insufficenti, in quanto non contemplano insegnamenti essenziali alla cultura dello psicanalista, dall'altra sovrabbondanti, in quanto un buon numero degli insegnamenti dispensati sono per lo psicanalista del tutto superflui. D'altronde, come già ricordato, nessuno dei corsi di laurea oggi offerti dalle università italiane soddisfa le esigenze culturali dello psicanalista. Al contrario, noi lavoriamo affinchè la psicanalisi si sviluppi come una disciplina scientifica autonoma, seguendo in ciò esattamente le indicazioni id Freud.
  • la tecnica psicanalitica è sempre stata essenzialmente e prima di ogni altra cosa un metodo di indagine, uno strumento conoscitivo. In tutta una serie di casi, tale metodo di indagine si è rivelato essere anche un ottimo metodo terapeutico. Ma l'effetto terapeutico in psicanalisi risulta invariabilmente dipendente dal fatto che lo scopo conoscitivo mantenga la sua funzione primaria. In altri termini, è vero che se si consegue la meta conoscitiva si consegue anche quella terapeutica, ma non è vero il contrario. Se si fa il contrario non vi è infatti più alcun modo razionale per distinguere le pseudo-guarigioni dovute alla suggestione da quelle effettive. Le continue messe in guardia di Freud contro il furor sanandi e il rischio di scambiare l'obiettivo conoscitivo con quello terapeutico testimoniano di ciò in modo inequivocabile. Per avere la possibilità di essere raggiunta, la meta terapeutica deve quindi rimanere secondaria. Questo impedisce di definire il trattamento psicanalitico come mera psicoterapia, pena il cancellarne l'aspetto essenziale e più caratterizzante, ossia quello della ricerca scientifica che è il vero cuore pulsante della pratica analitica.

"La voce dell'intelletto è fioca, ma non si dà pace finché non ottiene ascolto". S. Freud powered by EM & aiasoft